Cosa posso fare per te

Featured

Ecco i principali servizi che offro in Basilicata e Puglia

Settore dell’Informazione per le Aziende:

  • Amministrazione di sistemi informatici complessi basati su Domini Windows e Linux
  • Manutenzione dei sistemi informatici.
  • Implementazione sistemi di assistenza remota
  • Configurazione Firewall e gestione policy aziendali.

  • Configurazione di sistemi di Backup e Network Attached Storage.

  • Configurazione di Server su sistemi operativi Windows Server.

  • Configurazione di Server su sistemi operativi Linux e BSD.
  • Installazione, configurazione e gestione di sistemi virtualizzati ( VMware, Virtualbox )
  • Soluzioni di sicurezza informatica basata su soluzioni open source.

  • Compilazione DPSS.
  • Verifica Licenze e compilazione piano di risanamento licenze pirata.
  • Progettazione e migrazione da sistemi microsoft pirata a sistemi open source legali.
  • Amministrazione del sistema di progettazione 3d Intregraph PDS.
  • Attività di CAD Administration

  • Progettazione ed installazione di siti Web

  • Corsi di informatica avanzata su soluzioni Microsoft e Linux

 

Settore dell’Informazione per i Privati:

  • Riparazione PC e Notebook
  • Recupero dati
  • Installazione di Linux al posto di copie pirata di Windows e relativo mini corso
  • Rivitalizzazione vecchi PC mediante Linux e relativo mini corso
  • Assistenza Immediata da Remoto

 

Settore Energie Alternative:

  • Progettazione di Impianti fotovoltaici

  • Consulenze su centrali a Biomasse con tecnologia ORC a Ciclo Rankine Organico


I più comuni software Open Source alternativi a quelli Proprietari

Come mi è stato suggerito da un lettore, ecco una piccola ed incompletissima lista delle più comuni alternative Open Source ( e gratuite )

  • Microsoft Office: sostituibile con gran vantaggio funzionale e di stabilità da Libreoffice liberamente scaricabile da qui: http://www.libreoffice.org/ in Italiano. Esporta direttamente i documenti in PDF ed è anche in grado di modificarli. Supporta nativamente i formati ISO e legge anche i famigerati docx. Provate ad aprire un file docx con una vecchia versione di Office ( 2003, 2000, xp ), non ci riuscirete.
  • Photoshop: sostituibile in gran parte da The Gimp (http://gimpitalia.it/)
  • Winzip e Winrar, a pagamento, sostituibili brillantemente da 7-ziphttp://www.7-zip.org/ )
  • La suite di Masterizzazione Nero ( di cui esiste una versione gratuita ) da CD Burner xp: ( http://cdburnerxp.se/ )
  • Powerdvd, sostituibile da VLC, il lettore multimediale universale (http://www.videolan.org/vlc/)
Ma la lista è ancora lunghissima.
Tuttavia, se avete questi software piratati disinstallateli quanto prima e provate queste alternative!

Hai Software Pirata sul PC? Multe a parte ecco gli altri rischi e gli altri guai!

L’uso di Software Pirata in azienda ed in ambito domestico è antieconomico.
A parte i rischi di incappare in sanzioni penali in caso di controlli, i danni derivanti dall’uso di tali programmi sono quotidiani anche se apparentemente invisibili.
Iniziamo con una riflessione banale: come mai il Software Pirata è così largamente disponibile?
Chi sono questi ‘benefattori’ che eliminano le protezioni dei programmi e li distribuiscono sul web?
Non di certo Hackers, ma Crackers, che manipolano i programmi a puro scopo di lucro.
L’utente scarica ed installa la sua copia craccata di windows e/o office e ritiene di aver fatto un affare.
Ma il vero affare lo hanno fatto i Crackers che hanno preparato quei softwares contraffatti. Infatti, attraverso il crack hanno installato nel computer non solo l’office, ma anche dei malaware capaci di impossessarsi dei dati personali dell’incauto installatore.
Password, elenchi di indirizzi email, abitudini di navigazione e persino numeri di carta di credito e codici di e-banking. Ecco cosa richiedono, i crackers, in cambio dei loro softwares piratati.
Per non parlare degli ulteriori rischi derivanti dall’impossibilità di aggiornare i softwares piratati. Infatti, le software house ( dalla Microsoft alla Adobe passando per le aziende produttrici di antivirus ) rilasciano periodicamente aggiornamenti per tappare le falle di sicurezza nei propri sistemi, aggiornamenti generalmente non installabili sulle versioni pirata.
Si corre, quindi, il rischio che i software piratati soccombano anche alle minacce esterne provenienti da terzi Crackers che arrivano anche a controllare direttamente il PC attaccato. E questa non è un’ipotesi peregrina: i criminali informatici usano reti di computers infetti per portare a termine i propri ricatti ed attacchi informatici e non è raro che un ignaro ( ma incauto ) cittadino sia inconsapevolmente parte di una rete ( detta rete zombie ) composta da milioni di computers infetti controllata da remoto da criminali informatici con tutte le possibili conseguenze del caso.
Per non parlare degli “inspiegabili “ e frequentissimi malfunzionamenti che affliggono i computers dotati di software pirata.
Si pensi al tempo perso a causa dei blocchi di sistema, dati e lavoro scomparso, scarsa produttivitià …
Siete sicuri, quindi, che sia economicamente conveniente usare software pirata?

Introduzione alla VPN: il mondo è il mio ufficio

Immaginate di essere in un qualunque punto del vasto mondo, il vostro Notebook, una connessione ad internet decente ed un pressante bisogno di accedere ad un dato aziendale. La prassi normale è farsi spedire da qualcuno in ufficio via mail il file in questione. Quindi, occorre sperare che in ufficio ci sia qualcuno, che abbia accesso al file ( che si spera non troppo grosso ), che sia raggiungibile per telefono e che possa spedire la mail. Poi, dopo averci lavorato su, bisogna rispedire il file e rifare il percorso all’inverso. Ma, se il lavoro da fare implica l’uso di un software tipo database o la modifica di dati condivisi continuamente con terzi, la cosa è praticamente impossibile da farsi via scambio mails. La soluzione c’è e si chiama Virtual Private Network, VPN appunto, ossia: rete virtuale privata. Rete  Virtuale perchè trasforma il vostro cavo ( o chiavetta ) di collegamento ad internet in un vero e proprio cavo di Rete con il vostro ufficio. Privata perchè sicura, ovviamente nel senso informatico del termine. Vediamo per prima cosa come funziona dal punto di vista dell’utente. Immaginiamo che dobbiate lavorare dal vostro client al server del gestionale aziendale. Non dovrete far altro che accedere ad internet, lanciare il software di gestione della VPN, inserire le vostre credenziali di autenticazione e vi troverete connessi alla vostra rete aziendale. Potrete sfogliare la rete, utilizzare il vostro gestionale come se foste in ufficio ed anche stampare da remoto sulla stampante nel vostro ufficio. Inoltre, con un software di controllo remoto, potreste anche lavorare direttamente su un PC situato nella vostra azienda. Ovviamente, le prestazioni dipendono molto dalla qualità della rete internet disponibile: ma non sono necessarie connessioni fulminee: se la rete aziendale è servita da un’adsl da 7 Mbit senza troppo traffico, è possibile lavorare bene anche con un accesso ad internet da chiavetta 3G. La connessione tra due HDSL è simile, in prestazioni, ad una vera e propria LAN.  Esaminiamo in dettaglio questo sistema. Ovviamente, esistono varie tecnologie di VPN, qui ci riferiamo ad OPENVPN nella sua versione open source. Il cuore del sistema è il Server Openvpn, che gestisce il servizio. Tale server è costituito da un software gratuito e assai parco di risorse hardware e può essere installato su una macchina sia windows che linux, tuttavia è preferibile, nel caso si decida di adoperare sistemi di accesso remoto, installarlo su una macchina dedicata all’uso firewall. Esistono numerose distribuzioni linux gratuite per uso firewall, da IPCOP a Clearos passando per PFsense ed Endian. Tutte dispongono di un modulo server openvpn.  Altro elemento importante ( ma non tassativo ) è la disponibilità di un indirizzo IP statico esclusivamente per la rete aziendale, mentre il client in giro per il mondo ( detto roadwarrior ) può usare il normale IP dinamico. Tuttavia, è possibile adoperare la VPN anche con IP dinamico con qualche complicazione nell’uso. Una volta configurato il servizio openvpn sul firewall ed aggiunti gli account per gli utenti remoti, è necessario configurare i client con il medesimo software. L’unica cautela va posta nel trasferimento al notebook client dei files di configurazione e dei relativi certificati. Senza scendere troppo nel dettaglio, la sicurezza della VPN è nella cifratura del flusso dati che scorre attraverso la rete internet ( pubblica ) tra il client ed il server. Tale cifratura è eseguita mediante delle chiavi che sono generate dal server openvpn. Pertanto, l’autenticazione del client che si connette al server, non avviene solo con l’inserimento del classico binomio “nome utente e password”. E’ anche necessario che sul client sia presente almeno un certificato di sicurezza generato proprio dal server openvpn. In caso di furto o smarrimento del notebook, basterà ricreare i certificati e le chiavi per rendere inutilizzabili quelli smarriti o rubati. Se le credenziali di accesso non sono  custodite assieme al certificato ( il che sarebbe l’equivalente di lasciare le chiavi di casa attaccate alla serratura ), ci sarà il tempo sufficiente per rimettere in sicurezza il sistema. La presenza di questo doppio sistema di autenticazione non è proprio sinonimo di sicurezza assoluta ma poco ci manca. Ovviamente, la VPN è utile anche per collegare tra di loro vari distaccamenti della stessa azienda in maniera statica così da costruire un’unica rete tra gli uffici situati fisicamente in due città con tutti i vantaggi del caso: deduplicazione dei dati e flessibilità operativa. Un altro scenario è quello del telelavoro, che consente risparmi e nuove prospettive di sviluppo per aziende, lavoratori e collettività.

Intel ATOM: applicazioni server e firewall

La diffusione del nuovo processore Intel Atom non è limitata al fenomeno Netbook. Timidamente, sta coinvolgendo anche il settore desktop. Esistono delle tipologie di applicazioni in cui una macchina deve rimanere accesa a lungo per fornire servizi che non richiedono particolari capacità di elaborazione. In ambito domestico pensiamo ad un uso come media center da salotto e da client Peer to Peer: per questi impieghi è fondamentale che il PC consumi pochissima energia ed emetta ancor meno rumore e calore. Per usi professionali pensiamo ad un file server o ad un firewall.
Le applicazioni qui descritte possono essere efficacemente implementate da una combinazione di Ubuntu Linux e del processore della Intel. Consideriamo una delle soluzioni commercialmente più convenienti: l’assemblaggio in base alle necessità effettive:
Il cuore del nostro sistema è una MainBoard MINI-ITX INTEL D945GCLF2. In un quadrato di 15 cm di lato è racchiuso un vero e proprio PC QUAD Core. Si, avete capito bene.
Ma andiamo con ordine. La mainboard integra già una CPU Intel Atom 330 dual core con hyper threading e supporto ai sistemi operativi a 64 bit e ha 8 porte usb, 2 porte PS2, 2 canali SATA ed uno IDE oltre a scheda video e scheda di rete, uno slot per la RAM ( DDR2 ) ed una porta PCI. Il processore è raffreddato passivamente, mentre per il chipset è presente una ventola abbastanza silenziosa. Adottando un dissipatore maggiorato è possibile rimuoverla. A cui aggiungere 2 GB di RAM ( il massimo supportato ) e un case decente con alimentatore. A questo proposito credo sia meglio precisare che esistono due approcci: un case piccolo, con un alimentatore specifico a basso consumo e bassa rumorosità ( prezzo alto, anche 200€ ) o un case normale con supporto mini-atx ed alimentatore standar. Il primo approccio è quello adatto al media center da salotto, il secondo ad un uso professionale in ambiente produttivo. Consideriamo, ovviamente, questa seconda via, acquistando un FOXCONN TW001 con integrato un alimentatore standard da 300w ( circa 5 volte il necessario… ) e non solo per risparmiare nell’immediato ma per evitare problemi di reperibilità dei ricambi specifici in futuro. Certo, la silenziosità di questo case/alimentatore non è il massimo, ma costa poco e garantisce aerazione e possibilità di upgrade. Rivolgendosi ad un assemblatore qualificato è possibile ottenere un sistema del genere con meno di € 250,00.
Descriviamo, ora, due possibili applicazioni di questo hardware:
  • Uso File server economico
  • Uso Firewall

Nel primo caso si provvederà ad installare la versione server a 64 bit di ubuntu 11.10, eventualmente aggiungendo un’interfaccia grafica basica se non si intende utilizzare la sola linea di comando associata ad utility grafiche di gestione remota quali landscape o webmin. Un sistema di questo tipo consente di realizzare un file server che contenga i dati aziendali e ne faccia il backup in automatico su un dispositivo esterno durante la notte. Grazie ai consumi davvero modesti della piattaformia ( attorno ai 40-60W ) è ipotizzabile mantenere acceso il server 24 ore su 24 senza incidere sui costi di gestione aziendale incrementando la sicurezza dei dati e rendendoli sempre accessibili nell’ottica di evitare la dispersione sui client aziendali dei dati lavorativi. Diventa possibile anche condividere la stampante  evitando complicazioni dovute all’indisponibilità di risorse condivise dai singoli client.

Per l’uso firewall la configurazione dovrebbe essere leggermente modificata: si suggerisce l’adozione di un disco SSD o addirittura di una compact flash di tipo economico: un firewall non necessita di gran quantità di spazio su disco, ma di un supporto affidabile nel tempo che consumi pochissima energia. Per lo stesso motivo, una volta completata la configurazione ed il backup, si suggerisce di scollegare e disabilitare tutte le periferiche non necessarie, quali scheda audio, porte usb o masterizzatore. Il software prescelto è la nota distribuzione IPCOP, liberamente scaricabile da http://www.ipcop.org. La scelta è motivata da una consolidata esperienza con l’affidabilità e l’efficacia di questa distribuzione appena aggiornata alla versione 2.0. Esistono senz’altro software dotati di maggior semplicità d’uso e funzionalità più avanzate, ma sono tutti a pagamento. Un software open source gatantisce maggior sicurezza, in quanto il codice sorgente, di pubblico dominio, può essere analizzato alla ricerca di errori in maniera del tutto libera. Inoltre, una volta correttamente configurato, IP-Cop garantisce sicurezza da attacchi informatici, gestisce l’accesso alla rete internet consentendo di selezionare quali utenze possono accedervi in base alla policy aziendale e, grazie ad add-ons di terze parti, consente il filtraggio antispam della posta e la sua preventiva scansione con un antivirus, la gestione della VPN ( Virtual Private network ) Aziendale e la gestione dell’accesso remoto, meccanismo utilissimo per abbattere drasticamente i costi dell’assistenza tecnica della rete aziendale in quanto consente di limitare di gran lunga gli interventi di assistenza on-site. Il tutto senza costi aggiuntivi relativi all’acquisto del software e senza canoni di manutenzione relativi all’aggiornamento del medesimo.
Una volta installato sulla macchina, Ip-cop può essere gestito da una comoda interfaccia web e, generalmente, sopo una corretta configurazione, non richiede altro che la sorveglianza dei log.

Ancora una volta abbiamo dimostrato che l’innovazione tecnologica può essere anche sinonimo di risparmio pur nell’incremento prestazionale.

Hylafax

Nonostante l’avvento di strumenti di comunicazione veloci e flessibili quali la posta elettronica che, nella sua versione certificata, ha anche lo stesso valore legale di una raccomandata, l’uso del FAX in ambito aziendale e personale non è affatto al tramonto. Un privato può essere costretto ad inviare fax raramente ma con urgenza, un’azienda che riceve numerosi fax di spam e pubblicità è costretta a sprecare toner e carta, senza contare il costo dell’apparecchiatura e della sua manutenzione. Esistono numerosi servizi online e software dedicati in grado di aggiungere ad un PC o server capacità di gestione FAX. Si tratta di servizi a pagamento che, in ambito aziendale, possono essere anche piuttosto cari.
In questa sede segnaliamo un software open source compatibile con numerose distribuzioni linux tra cui Ubuntu, Hylafax, liberamente scaricabile da www.hylafax.org.
Hylafax offre numerosi vantaggi rispetto ad un sistema tradizionale:
Permette l’integrazione del fax con la posta elettronica

Permette l’invio dello stesso fax a più destinatari
Consente l’archiviazione dei fax inviati e ricevuti senza stampare carta inutilmente
Consente la scelta dei fax ricevuti da stampare eliminando gli sprechi dovuti ai fax indesiderati
Evita di dover stampare il documento da inviare via fax.
Consente l’implementazione di sistemi di autenticazione per evitare la ricezione-invio di fax non autorizzati coerentemente con quanto scritto in molti DPSS
Soprattutto: evita l’acquisto di un FAX e dei relativi consumabili e consente un risparmio energetico non trascurabile. E’ necessario disporre di un ‘vecchio’ modem 56k con interfaccia seriale, modem che andrà collegato oltre che al PC/Server anche alla linea telefonica dedicata al fax. Ovviamente, l’uso del PC/Server come FAX non pregiudica assolutamente le altre sue funzionalita’. Il software può essere installato facilmente in ubuntu mediante il classico sudo apt-get install hylafax. Esistono numerosi how to in rete relativi alla configurazione. Il fax server può, poi, essere gestito direttamente da linea di comando ( scelta non consigliata per utenti inesperti ), da interfaccia web ( con avantfax ) o mediante appositi client ( tipo frogfax ) che rendono l’invio e la ricezione dei fax  del tutto simile all’uso della posta elettronica.